La Normativa Antiricilaggio 2018



Il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90 c.d. antiriciclaggio introduce numerose novità che contribuiscono a rafforzare l’azione di prevenzione e contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.

Un aspetto rilevante del decreto antiriciclaggio è rappresentato dall’ancor più sistematico ricorso all’approccio basato sul rischio (c.d. risk based approach), come principio cardine che orienta le scelte degli intermediari bancari e finanziari nell’individuare, valutare e gestire, i rischi connessi al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Il decreto impone inoltre agli intermediari di condurre un esercizio di autovalutazione e rimette alla Banca d’Italia il compito di dettare criteri e metodologie per la conduzione dell’esercizio.

I risultati di questa analisi rappresentano il punto di partenza per la definizione ed attuazione, da parte degli organi e delle funzioni aziendali, di strategie nonché di misure organizzative e procedurali idonee ad evitare il rischio di coinvolgimento in episodi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

Di seguito le principali disposizioni statuite dalla Banca D’Italia e che si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Destinatari delle disposizioni di Banca D’Italia, adottate ai sensi degli articoli 7, comma 1, lettera a), 15, comma 3, 16, comma 2, e 70, comma 3, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231. sono:

  • le banche;
  • le società di intermediazione mobiliare (SIM);
  • le società di gestione del risparmio (SGR);
  • le società di investimento a capitale variabile (SICAV);
  • le società di investimento a capitale fisso, mobiliare e immobiliare (SICAF);
  • gli intermediari iscritti nell'albo previsto dall'articolo 106 TUB;
  • gli istituti di moneta elettronica;
  • gli istituti di pagamento;
  • le succursali insediate in Italia di intermediari bancari e finanziari aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro paese comunitario o in un paese terzo;
  • le banche, gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro Stato membro tenuti a designare un punto di contatto centrale in Italia ai sensi dell’articolo 43, comma 3, del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231;
  • le società fiduciarie iscritte nell’albo previsto ai sensi dell’articolo 106 TUB;
  • i confidi (previsti dall’art. 155 del T.U., nel testo precedente all’entrata in vigore del Titolo III del d.lgs. 141/2010);
  • i soggetti eroganti micro-credito, ai sensi dell'articolo 111 TUB;
  • Poste Italiane S.p.A., per l'attività di bancoposta;
  • Cassa Depositi e Prestiti S.p.a.

In applicazione dell’approccio basato sul rischio, i destinatari si dotano di un assetto organizzativo, di procedure operative e di controllo, nonché di sistemi informativi idonei a garantire l’osservanza delle norme di legge e regolamentari in materia di antiriciclaggio, tenendo conto della natura, della dimensione e della complessità dell’attività svolta, nonché della tipologia e della gamma dei servizi prestati.

All’uopo, i destinatari:

  • definiscono una policy che indichi in modo analitico e motivato le scelte che essi in concreto intendono compiere sui vari profili rilevanti in materia di assetti organizzativi, procedure e controlli interni (es. assetto della funzione antiriciclaggio nei gruppi; eventuale attribuzione della delega per il responsabile delle segnalazioni operazioni sospette), di adeguata verifica (es. misure da adottare in concreto per l’adeguata verifica rafforzata o verifica semplificata) e di conservazione dei dati;
  • svolgono una valutazione complessiva, periodicamente aggiornata, della propria esposizione al rischio di riciclaggio (c.d. autovalutazione dell’esposizione al rischio di riciclaggio);
  • adottano le misure ritenute più idonee a prevenire il rischio di riciclaggio, coerenti rispetto alla propria esposizione al rischio di riciclaggio.

Nella valutazione dei rischi di riciclaggio, i destinatari valutano almeno i seguenti fattori di rischio:

  • operatività: il volume e l’ammontare delle transazioni e l’operatività tipica;
  • prodotti e servizi: i prodotti e servizi offerti, nonché il mercato di riferimento per i prodotti ed i servizi erogati;
  • clientela: la tipologia di clientela, con particolare riguardo ai clienti classificati a rischio alto;
  • canali distributivi: i canali distributivi utilizzati per l’apertura ed il mantenimento dei rapporti e per la vendita di prodotti e servizi;
  • area geografica e paesi di operatività: il rischio geografico deve essere valutato con riferimento alla clientela, all’eventuale presenza di succursali o filiazioni nonché all’operatività posta in essere con l’estero.

Per ciascuna delle linee di business è definito il livello di rischio inerente, alla luce degli elementi di valutazione sopra indicati, da esprimere con un giudizio in una scala di quattro valori. L’attribuzione del livello di rischio inerente viene accompagnata dalla descrizione degli elementi di valutazione (dati e informazioni) considerati, delle analisi poste in essere e delle motivazioni che hanno determinato le scelte effettuate.

Ai fini della valutazione, i destinatari si avvalgono anche alle informazioni rivenienti da fonti esterne, tra le quali: gli esercizi di valutazione del rischio di riciclaggio condotti a livello nazionale ed europeo; i rapporti di valutazione reciproca adottati dal GAFI o da analoghi organismi internazionali (e i relativi follow-up); i regolamenti comunitari o i decreti emanati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ai sensi del d.lgs. n. 109/2007 a carico di persone e enti associati ad attività di finanziamento del terrorismo o adottati nell’ambito del contrasto dell’attività di Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale; gli esiti dell’attività di vigilanza e controllo da parte delle Autorità competenti.

Servizisicuri.com, società di informazioni commerciali investigate, in possesso di regolare Licenza di Pubblica Sicurezza ex art. 134 T.U.L.P.S. fornisce (in particolare ai soggetti terzi destinatari degli obblighi previsti dal Decreto 231/07 modificato dal D.Lgs 90/2017) gli strumenti informativi indispensabili per i corretti adempimenti previsti dall’attuale normativa c.d. "antiriciclaggio".

Servizisicuri.com eroga CHECK REPUTAZIONALE, il report che integra tutti i dati pubblici, derivanti da banche dati, con quelli investigati, raccolti da informatori commerciali professionisti e volti alla prevenzione di denegati casi di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo.

Il report CHECK REPUTAZIONALE erogato da Servizisicuri.com prevede, oltre ad una verifica dei dati anagrafici e degli indirizzi di reperibilità del soggetto in esame, la visura catastale nazionale, l'indicazione di eventuali esposizioni politiche in capo al nominativo attenzionato, eventuali partecipazioni azionarie, qualsivoglia tipo di pregiudizievole rilevabile (penale, civile, fallimentare...), nonché sentenze di Cassazione rilevabili e riconducibili al nominativo attenzionato o a casi di omonimia, ed infine un indicatore di rischio riassuntivo.

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